Le novit dalla conferenza post-volo su Marte di NASA Ingenuity

Spread the love


Come scritto nella precedente notizia, il drone NASA Ingenuity è riuscito a sollevarsi nella tenue atmosfera marziana completando il primo volo controllato su un altro pianeta. Una prima assoluta per questo genere di test ai quali ne seguiranno altri per i (pochi) giorni che rimangono per questa parte di missione. Dopo di che il drone verrà lasciato nella zona del campo di volo mentre NASA Perseverance continuerà il suo cammino.


Ricordiamo ancora una volta che si tratta di un dimostratore tecnologico. Il drone-elicottero non ha quindi strumenti tecnologici a bordo, ha un costo contenuto (80 milioni di dollari) e la durata della missione è limitata a circa 30 sol marziani. Questo è ovviamente dovuto al fatto che non essendoci uno “storico” di missioni che abbiano condotto le stesse operazioni, spendere una parte maggiore del budget e integrare strumenti su qualcosa che non aveva alcuna certezza di funzionare sarebbe stato troppo rischioso (e il budget NASA è molto ridotto). Per dare un’idea, Ingenuity è come Sojourner (entrambi particolarmente semplici) ma in futuro si arriverà forse ad avere dispositivi volanti con complessità simili a quelle di Perseverance.

Thomas Zurbuchen (Amministratore Associato della NASA) ha dichiarato “ora, 117 anni dopo che i fratelli Wright sono riusciti a compiere il primo volo sul nostro pianeta, l’elicottero Ingenuity della NASA è riuscito a compiere questa straordinaria impresa su un altro mondo. Sebbene questi due momenti iconici nella storia dell’aviazione possano essere separati dal tempo e da 278 milioni di km di spazio, ora saranno collegati per sempre. In omaggio ai due innovativi produttori di biciclette di Dayton, questo primo di molti campi volo su altri mondi sarà ora conosciuto come Wright Brothers Field, in riconoscimento dell’ingegnosità e dell’innovazione che continuano a spingere l’esplorazione”.

La conferenza post-volo di NASA Ingenuity

Dopo la live di mezzogiorno per vedere la ricezione del segnale, delle prime immagini e del video, nella serata si è tenuta la conferenza post-volo. Durante questa diretta sono stati aggiunti ulteriori dettagli sul test compiuto oggi dal drone. In particolare è stato mostrato un video in alta risoluzione dell’intera prova di volo di Ingenuity mostrando sia il decollo che l’atterraggio e anche i movimenti durante le fasi in cui il drone si trovava in aria (si può vedere nel video qui sotto). Come ricordato dagli ingegneri del JPL e in particolare da MiMi Aung (la project manager), quello che sembra un “semplice” volo, è in realtà qualcosa di decisamente complesso (e la loro felicità è più che giustificata).

In generale sappiamo che questa è solo la prima prova di questo tipo. Per questo motivo non c’è stato alcuno spostamento orizzontale. Si è scelto invece un approccio cauto facendo sollevare NASA Ingenuity per 3 metri per un tempo di 30″. In totale tutto il test è durato 39,1″. Le batterie funzionano correttamente così come il sistema di comunicazione. In generale lo stato del dispositivo è stato definito “perfetto”. C’era un po’ di vento al momento del test (la velocità del vento non è ancora nota con precisione, i dati arriveranno in futuro), ma non ci sono stati problemi.

ingenuity drone

Durante la conferenza è stato anche mostrato un video (ricostruzione digitale) utilizzando i dati raccolti dalla telemetria per capire meglio come si è comportato il drone. Si può anche vedere il momento nel quale l’elicottero fatto ruotare la zona inferiore, come previsto dagli ingegneri. Dalla fotocamera di navigazione (in bianco e nero) è stata catturata una seconda immagine quando il drone stava quasi per atterrare. Si è potuto così valutare come la polvere agisce sulla visibilità della fotocamera, cosa che non era nota prima di questo test.

biglietto ingenuity

L’International Civil Aviation Organization (ICAO) ha anche creato un biglietto digitale assegnando codici specifici per l’occasione. Si può leggere l’aeroporto di partenza (KSC, Kennedy Space Center) e quello di destinazione (JZRO, Jezero, il cratere dove si trova ora) mentre IGY significa ovviamente Ingenuity. Un piccolo riconoscimento ufficiale da chi di voli “se ne intende”.

Nelle due settimane che rimangono per i test ci saranno voli con difficoltà crescente. Ci dovrebbero essere altri quattro tentativi ed è probabile che la strategia di volo sarà decisa di volta in volta in base a quanto si capirà dai dati che arriveranno. In generale l’altezza di volo dovrebbe raggiungere 5 metri e ci sarà uno spostamento laterale di 2 metri per poi tornare indietro nella zona di decollo per il secondo volo, mentre si arriverà a uno spostamento laterale di 50 metri per il terzo volo.


In futuro ci saranno droni più grandi che potrebbero arrivare anche intorno ai 30 kg e che potranno essere equipaggiati con strumenti scientifici, a differenza di questo primo modello (da 1,8 kg). Ovviamente sarà una sfida ingegneristica importante ma i dati raccolti durante questi test saranno fondamentali nella riuscita delle future generazioni. E se per Venere il problema potrebbe essere la temperatura, Titano (satellite di Saturno) sembra invece il luogo ideale dove provare dei droni (per esempio con la missione Dragonfly).

NASA Perseverance invece si è tenuto a distanza di sicurezza a circa 64 metri dal drone. Questo però non gli ha impedito di riprendere tutto con le sue fotocamere, Mastcam-Z in particolare, che possiedono uno zoom ottico, ma anche la Navcam hanno tenuto sotto controllo le operazioni. Il rover infatti è anche “il ponte” che tiene i contatti tra il drone e gli orbiter che devono spedire i segnali sia in download che in upload. Perseverance sarà anche coinvolto per tentare di registrare l’audio con i suoi microfoni durante il volo, ma questa sarà un’altra sfida e forse ci si proverà nei prossimi voli.



Source link

Written by bourbiza

Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

Comments

Leave a Reply

GIPHY App Key not set. Please check settings

Loading…

0