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Vaccini: somministrato il 58% delle dosi AstraZeneca, in Calabria resta in frigo

Gli “effetti indesiderati molto rari” di AstraZeneca , vaccino anti-Covid finito nuovamente sotto la lente d’ingrandimento dell’Ema, rischiano di avere un impatto sulla campagna di vaccinazione di massa. Non solo per le indicazioni che il Governo è costretto ad aggiornare (uso preferenziale per chi ha più di 60 anni ) ma anche per le conseguenze psicologiche sulla platea dei vaccinandi e di chi ha già ricevuto la prima dose di Vaxzevria.

Dalla Lombardia alla Campania si segnalano casi di persone che rinunciano alla somministrazione del vaccino della casa anglo-svedese o che si presentano all’appuntamento ma chiedono ai medici al momento della vaccinazione di poter avere altri vaccini. Così come ci sono corse a prenotarsi presso i punti vaccinali dove si somministrano Moderna o Pfizer/BioNtech . In Calabria a causa dei rifiuti la quantità di sieri AstraZeneca non riesce ad essere smaltita: usato solo il 34% delle disponibilità e la Regione risulta ultima per tasso complessivo di somministrazione (66%).

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La campagna e i vaccini

Al momento la
situazione nei
2.139 punti di sommistrazione è questa: dei quasi
4 milioni di vaccini
AstraZeneca consegnati (3.988.600, appena un quarto delle dosi promesse), ne sono stati somministrati 2.324.692, pari al
58%. Per
Moderna (1.320.400 dosi distribuite) il rapporto tra consegne e somministrazioni è più basso (
53%), mentre per
Pfizer/BioNtech
le dosi somministrate (8.605.427) sono l’
84% di quelle consegnate (10.259.730, primo fornitore in termini assoluti). Da tenere presente che sui numeri incidono i tempi di consegna: nel database del
ministero della Salute il tasso di somministrazione di
Pfizer/BioNtech è sceso in poche ore di
12 punti, effetto di
1,5 milioni di dosi “caricate” dopo il loro arrivo il
6 aprile in Italia e distribuite il giorno successivo alle regioni. Fino al
31 marzo erano state somministrate oltre
7,5 milioni di dosi di
Pfizer/BioNtech, quasi tutte quelle consegnate.

Lombardia: 15% di disdette per AstraZeneca

«In Lombardia abbiamo avuto il 15-16% di mancate presentazioni alla somministrazione» di AstraZeneca a causa della vicenda che riguarda il vaccino anglo-svedese», ha detto Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università San Raffaele di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico Lombardia. La Regione è sotto la media di somministrazioni AstraZeneca rispetto al consegnato: 49%. La stessa voce è del 51% per Moderna e dell’84% per Pfizer/BioNtech.

Piemonte: rinunce tra il 10 e 20%

In Piemonte le dosi AstraZeneca rimaste in frigo sono di più rispetto a quelle somministrate: 137.350 su un totale consegnato di 281.900, pari al 48%. Nella Regione e soprattutto a Torino, secondo quanto confermato dal consulente per l’emergenza Covid Pietro Presti, torna a crescere la percentuale di quanti, chiamati a vaccinarsi con AstraZeneca, rinunciano a sottoporsi alla somministrazione. Al momento le disdette si attestano intorno al 10-20% con punte del 25% per quanto riguarda il capoluogo, mentre in provincia le defezioni sono minori. «Non si tratta di una percentuale altissima – commenta Presti – ma dopo l’incremento di metà marzo era diminuita e ora sembra nuovamente in ripresa anche per un effetto mediatico che certamente sta impattando sulla percezione del rischio del vaccino Astrazeneca». In Piemonte il vaccino Moderna è stata somministrato al 51% rispetto alle dosi consegnate, Pfizer/BioNtech all’86 per cento.


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bourbiza

Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

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