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Ultimaker: la pandemia ha dato una spinta alla stampa 3D, una tecnologia in forte crescita

Ultimaker, azienda che produce stampanti 3D a basso prezzo, ha pubblicato una ricerca sulla diffusione della manifattura additiva (la stampa 3D, per l’appunto) in ambito aziendale. Lo studio, intitolato 3D Printing Sentiment Index 2021, è basato su un campione di 2.525 professionisti in 12 Paesi, tiene in esame sia le opinioni degli utilizzatori finali di queste tecnologie, sia alcuni indicatori macro-economico, così da comprendere il sentiment di questo settore, così da intuirne l’andamento.


Un settore che si sta dimostrando sempre più importante e che con l’emergenza sanitaria ha permesso di ovviare ai tantissimi problemi generati dalla pandemia, a partire dall’interruzione delle filiere: grazie alle stampanti 3D, infatti, si è riusciti a produrre localmente alcune parti, anche dedicate al settore medicale. 

Stampa 3D: siamo solo agli inizi, ma il mercato è destinato a crescere

I risultati dello studio di Ultimaker mostrano come la manifattura additiva sia adottata da un numero sempre maggiore di aziende. Una crescita non rapida o esponenziale, ma consistente, che per il 65% degli intervistati fa presagire un’adozione di massa nel futuro, mentre il 71% ne riconosce il potenziale. Secondo l’indagine, la maggior parte delle imprese che utilizzano la stampa 3D per produrre parti internamente si trova ancora nella fase sperimentale e solamente l’11% del campione l’ha introdotta in azienda da più di 5 anni. Per il 27%, però, è un investimento prioritario, mentre poco meno della metà (49%) è convinta che la stampa 3D sarà cruciale nel proprio settore nei prossimi anni. 

Materialk stampa3D

Ma per cosa viene usata? Prevalentemente, per fare prototipi, ma non sono certo rari gli esempi di realtà che si appoggiano alla manifattura additiva per produrre strumenti personalizzati, parti di prodotti e anche per la produzione all’utente finale, per lo meno quando si parla di piccoli volumi. 

La stampa 3D infatti a oggi è molto efficace proprio su questo in ambito manifatturiero: permette di produrre molto velocemente e a costi estremamente contenuti piccoli lotti di pezzi. Sulla produzione in grandissime quantità, invece, le tecnologie di produzione tradizionali risultano ancora vincenti, soprattutto dal punto di vista economico. 

Per quanto riguarda i materiali, plastica e polimeri sono di gran lunga i più usati (85%), seguiti da materiali compositi (23%) e fibra di carbonio (21%).

Fra i Paesi che usano di più queste tecnologie troviamo gli USA, seguiti da Regno Unito, Germania, Francia e Cina, mentre l’Italia – paese che è a forte vocazione manifatturiera – è solo all’undicesimo posto (su 12): l’ultima posizione spetta all’Australia.

A frenarne l’adozione su scala più ampia la capacità operative (67%), le competenze dei dipendenti (65%), e la costruzione di una solida esperienza aziendale (40%). In particolare, gli ostacoli operativi che rappresentano la maggior fonte di preoccupazione per le imprese sono la velocità di stampa, l’integrazione con strumenti e software esistenti (ecosistema) e l’affidabilità/precisione della stampa.

Stampa 3D: la situazione italiana

Come abbiamo visto, l’Italia si è posizionata in fondo alla classifica per quanto riguarda l’adozione della manifattura additiva, ma la situazione sta evolvendo. Il 47% delle imprese italiane del campione hanno già adottato la stampa 3D nei loro processi produttivi e, come crescita dell’adozione nel 2020, il Bel Paese si posiziona al 4° posto. Come nel resto del mondo, l’utilizzo tipico è la produzione di strumenti industriali (70%), seguito dalla prototipazione. Il sentiment è in ogni caso positivo, tanto che metà del campione è certo che nel 2021 la stampa 3D avrà un ruolo chiave nella propria azienda. Pesa, come nel resto del mondo, la carenza di competenze specifiche del settore. 

Jurgen von Hollen_CEO at Ultimaker

I produttori di tutto il mondo hanno dovuto adattarsi rapidamente alle sfide e ai cambiamenti che la pandemia ha apportato alle supply chain, passando dalla stampa di prototipi innovativi alla creazione vera e propria degli strumenti indispensabili a garantire la continuità degli approvvigionamenti” – ha dichiarato Jürgen von Hollen, CEO di Ultimaker – “Naturalmente, manager e ingegneri di più ampie vedute hanno saputo adattarsi più velocemente ed efficacemente alla nuova normalità. Questo approccio dimostra in maniera tangibile come gli innovatori di tutto il mondo lavorino duramente per garantire continuità di business e produzione e favorire una normalità nella vita quotidiana di tutti, nonostante le sfide esterne. Le possibilità offerte dalla stampa 3D sono potenzialmente infinite, sarà interessante vedere quali soluzioni innovative saranno implementate da designer e ingegneri di tutto il mondo. Come Ultimaker, siamo orgogliosi di poter contribuire ad assicurare continuità di business, nonostante le avversità, grazie alle potenzialità della stampa 3D”.


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bourbiza

Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

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