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NASA Ingenuity ha sbloccato le eliche e c’ una nuova foto con il rover Perseverance

Avevamo scritto solamente qualche giorno fa della prima immagine catturata (in bassa risoluzione) da NASA Ingenuity. Insieme a questa fotografia era arrivato un selfie ravvicinato della “testa” di Perseverance inquadrando le fotocamere SuperCAM, Mastcam-Z e le Navcam (oltre al microfono). In queste ore c’è stato un ulteriore aggiornamento per quanto riguarda il drone-elicottero.

NASA Ingenuity sblocca le sue eliche in fibra di carbonio


Una delle tappe verso il primo volo su Marte prevedeva lo sblocco delle pale in fibra di carbonio del drone-elicottero. Questo passaggio è stato compiuto proprio di recente secondo quanto riportato dagli ingegneri del JPL. Le eliche erano state bloccate per mantenere la posizione durante il lancio, il viaggio verso il Pianeta Rosso e l’atterraggio. Inoltre anche per le operazioni di posizionamento era necessario che non si muovessero per non danneggiarsi e non danneggiare il rover Perseverance.

nasa ingenuity drone

Il prossimo passo sarà quello di provare a farle ruotare a bassa velocità per capire se tutti i sistemi funzionano correttamente. Si procederà poi a un aumento della velocità di rotazione fino a quella decollo (2537 rpm) e poi l’11 Aprile ci sarà il primo volo effettivo, se le condizioni del meteo marziano lo consentiranno. I dati però arriveranno solamente il 12 Aprile quando il JPL terrà una conferenza in diretta per mostrare a tutti gli utenti quanto accaduto.

nasa perseverance ingenuity selfie


Il rover NASA Perseverance invece si sta allontanando da NASA Ingenuity per posizionarsi a distanza di sicurezza nella zona di Van Zyl Overlook. Da lì riprenderà video e immagini del primo volo del drone-elicottero (che invece dovrebbe catturare solo fotografie a colori, niente video).

Prima che i due compagni di viaggio si separassero, è stato catturato un nuovo “selfie” che riprende entrambi (con il drone a circa 4 metri di distanza) e potrebbe essere anche l’ultima volta che li vedremo insieme. La fotocamera impiegata è quella di WATSON (acronimo di Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering), parte dello strumento SHERLOC che si trova sul braccio robotico. Quest’ultimo non si vede per via delle inquadrature scelte per l’assemblaggio del mosaico delle 62 immagini. La curiosità su cosa accadrà è tanta! E ora ci siamo quasi.




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bourbiza

Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

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