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Dallo smart working, ai viaggi, ai ristoranti: ecco cosa può accadere nel prossimo mese

Un quadro completo di quello che accadrà da qui a un mese non è facile da delineare. Fonti di governo hanno chiarito che è sulla base dei dati dei contagi coronavirus e solo su quella che verrà valutata qualsiasi decisione inerente le misure e i tempi necessari per allentare la stretta. In altri termini: saranno i dati epidemiologici a determinare gli scenari futuri. Con un occhio all’andamento della campagna vaccinale che tra tagli nelle forniture delle dosi e nuove indicazioni operative – l’ultima quella dell’Agenzia europea del farmaco su AstraZeneca – punta comunque a raggiungere entro fine mese il target delle 500mila somministrazioni al giorno.

Ma ogni giorno, in questa quotidiana partita a mantenere sotto controllo i contagi coronavirus e ad accelerare nella campagna di vaccinazione, registra qualche elemento in più, un tassello che potrà aiutare a delineare lo scenario della ripartenza, dai viaggi ai ristoranti. Anche perché il pressing per riaprire cresce: dopo la manifestazione martedì davanti al Parlamento, anche ieri sono proseguite da Nord a Sud le proteste di ristoratori, commercianti e ambulanti.

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Incontro Governo-Regioni

Qualche tassello in più potrebbe arrivare già nelle prossime ore. La questione riaperture, con Forza Italia che insiste per un tagliando a metà mese, potrebbe finire sul tavolo della riunione della conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni-Province. Alla riunione parteciperà anche il premier Mario Draghi. Nonostante l’argomento centrale dell’incontro sia il Recovery plan e la richiesta di chiarimento arrivata dagli stessi presidenti sul ruolo dei territori. Non è all’ordine del giorno, ma nessuno esclude che qualche presidente possa tirare fuori l’argomento, come ha fatto capire il governatore del Veneto Luca Zaia rilanciando una vecchia battaglia dei governatori, la modifica dei 21 parametri che compongono il monitoraggio e che determinano l’assegnazione del colore alle regioni. Nel pacchetto che i governatori leghisti stanno perfezionando in queste ore rientrano ristoranti aperti anche a cena nelle regioni con dati da zona gialla e fino alle 18 in quelle arancioni, a patto di avere tavoli distanziati, cinema e teatri con ingressi contingentati. Sugli spettacoli sta lavorando il ministro dei beni Culturali Dario Franceschini, che ha chiesto un incontro al Comitato tecnico scientifico per sottoporre agli esperti il nuovo protocollo per gli show dal vivo: più spettatori rispetto all’estate scorsa (200 al chiuso e mille all’aperto), tampone negativo per accedere e mascherina Ffp2.

Nessuna novità prima del monitoraggio del 16 aprile

Al momento non è stata convocata la cabina di regia politica nella quale potrebbe essere affrontata la questione. E nulla cambierà almeno fino al monitoraggio del 16 aprile.

L’indicazione della ministra Gelmini: alcune aperture dal 20 di questo mese, poi soprattutto a maggio

«Aperture ci saranno, soprattutto da maggio, forse qualcosa già dal 20 di aprile si potrà riaprire». È quanto ha chiarito Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un intervento agli Stati generali del settore Matrimoni ed eventi privati organizzato da Unanime, confederazione che raccoglie le associazioni della filiera.


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Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

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