Tecnologia

Chiude Yahoo!Answers, il sito delle risposte multicontribuite a tutte le domande

Oggi, nell’era degli smart speaker, in cui a domanda, pronunciata con in testa il nome del dispositivo, corrisponde risposta – più o meno esaustiva – non è più tempo di dubbi. Ancora prima Google fagocitava (e fagocita) i quesiti apposti sulla stringa del search.

Ma prima ancora, quando Google non era ancora allenato a rispondere alle nostre domande, c’era un tempo in cui l’oracolo digitale era un forum, marchiato Yahoo. Quando Wikipedia era ancora agli albori, Answers era il luogo virtuale a cui si poteva chiedere tutto, davvero tutto.

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A rispondere non era un algoritmo, ma gli utenti stessi che dall’alto della loro esperienza e saggezza suggerivano le “risposte” a chiunque aveva un quesito da sottoporre al world-wide-web. Un calderone gigantesco in cui confluivano domande sui temi più disparati, dai più seri a quelli faceti: sesso, fai-da-te, musica, cinema, ma anche politica, storia, questioni empiriche e filosofiche.

Ma è stata soprattutto la mancanza di una moderazione nei commenti e nella pubblicazione delle domande che ha consentito a Yahoo Answers di diventare una piattaforma dove potersi anche divertire pubblicando domande volutamente folli (o perlomeno questa è la speranza che abbiamo avuto tutti), in cui ironia e humor travalicavano l’intento di soddisfare un dubbio.

Ma anche l’esempio di uno dei motivi per cui il servizio online sparirà, il prossimo 4 maggio, sommerso dai problemi di moderazione e dall’avvento dei social network che l’ha reso obsoleto. Uno strumento nato per essere di pubblica utilità e che nel tempo è rimasto intrappolato in una dimensione grottesca.


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bourbiza

Bourbiza Mohamed. Writer and Political Discourse Analysis.

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